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Visualizzazione dei post con l'etichetta Blue Eyed Soul

Hamilton, Joe Frank & Reynolds - Fallin' In Love (1975, Playboy)

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Originariamente si chiamavano Hamilton, Joe Frank & Reynolds, trio di Los Angeles formato da Dan Hamilton (chitarra e voce solista), Joe Frank Carollo (basso, cori) e il polistrumentista Tommy Reynolds. Tutti avevano fatto parte dei T-Bones, un gruppo pop attivo verso la metà degli anni ’60 con due album alle spalle. Nel 1970 firmarono un contratto con la ABC Dunhill ed incisero un omonimo album con la produzione di Steve Barri da cui fu estratto il singolo Don’t Pull You Love, una canzone scritta da Brian Potter e Dennis Lambert, arrangiata da Jimmie Haskell, che diventò una grosso hit. La casa discografica, sull’onda di questo successo, ristampò l’anno dopo il disco cambiando il titolo proprio in Don’t Pull You Love. Alla fine del 1971, durante le registrazioni del secondo lavoro Hallway Symphony, Reynolds lasciò la band per formare gli Shango e fu rimpiazzato dal tastierista Alan Dennison. Il disco non ricevette i consensi del primo e alla formazione non fu rinnovato il cont...

Clover – Unavailable (1977, Vertigo)

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Il primo nucleo dei Clover nacque a San Francisco nel 1967 quando Johnny Ciambotti forma insieme ad Alex Call, John McFee e Mitch Howie (tutti e tre provenivano da una band chiamata Tiny Hearing Aid Company). Nel 1969 furono scritturati dalla Fantasy con cui pubblicarono tral 1970 e i l1971 due interessanti album (Clover, Forty Niners) ed un singolo d’impronta country-rock. Il quartetto allargò la line-up con altri musicisti tra cui il percussionista Micky Shine, il tastierista Sean Hopper e il cantante Huey Louis che anni dopo sarà conosciuto in tutto il mondo come Huey Lewis. Durante alcuni spettacoli furono notati dal batterista Pete Thomas che li presentò a Nick Lowe e Jack Riviera. Tra loro nacque subito un forte sodalizio artistico tanto che il gruppo nel 1976 si trasferì in Inghilterra con nuovo manager e nuova casa discografica, la Vertigo. Qui iniziò la seconda fase della band che li vide impegnati come turnisti partecipando alle session di My aim is true di Elvis Costello...

Bonnie Bramlett – Step by Step (1981, Refuge Records)

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L’unico disco di Bonnie Lynn in Bramblet   ispirato alla Contemporary Christian Music . Questa straordinaria cantante prima di sposare nel 1967 Delaney Bramblett da cui prese poi il cognome, e formare con lui un gruppo fantastico , aveva lavorato a Memphis come corista di studio con diversi artisti della Stax , suonato in concerto con il bluesman Albert King ed infine fu la prima donna bianca ad entrare nelle Ikettes di Ike & Tina Turner . Scoperti da George Harrison , i Bramblett furono proprio accostati come la versione bianca di Ike & Tina Turner e la loro band aperta chiamata Friends , oltre ad accogliere nomi prestigiosi ( Little Richard, Jimi Hendryx, Dave Mason, Leon Russell, Jim Keltner, Eric Clapton , lo stesso Harrison ) era costituita da musicisti come Jim Price, Bobby Whitlock, Bobby Keys, poi diventati tra i sessionmen più importanti di Los Angeles . La vita artistica e sentimentale terminò nel 1972, dopo aver inciso autentici capolavori di fus...

Richard Darbyshire – How Many Angels (1994, Dome Records/EMI)

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Le prime prove discografiche dell’inglese Richard Simon Darbyshire si rintracciano nel 1981 come chitarrista ed autore in un gruppo chiamato Gammer And His Familiars , poi come componente dei Zu Zu Sharks . Nel 1985 il chitarrista-cantante forma a Sheffield i Living In A Box insieme al tastierista Marcus Vere e il batterista Anthony Critchlow . La notorietà arrivò nel 1987, quando il singolo Livin In A Box entrò tra i top 5 nel Regno Unito e nelle zone calde della classiche di Billboard negli Stati Uniti . Seguì un interessante album miscelato tra synth-pop e soul dove c’erano belle storie musicali come Scales Of Justice, Love Is The Art e soprattutto So The Story Goes con un bel cameo vocale di Bobby Womack . Sempre in quell’anno i Temptations inclusero nel loro disco Together Again un brano firmato da Darbyshire intitolato Put Your Foot Down . All’indomani di Gatecrashing, pubblicato nel 1989, l’artista lascia la formazione per divergenze artistiche e si dedica ad u...

Aztec Camera – Love (1987, WEA)

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Roddy Frame - nelle vesti ormai di one-man-band - partì da Glasgow con destinazione New York . Ad aspettarlo c’erano Tommy LiPuma e Russ Titelman che gli misero a disposizione produttori-musicisti di tendenza come Michael Jonzun ( Maurice Starr, Peter Wolf ), Rob Mounsey ( Michael Franks ) e David Frank ( Angela Bofill, Jeff Lorber ) per realizzare un album di pop adulto con amene divagazioni funk e blue eyed soul . L’operazione riesce benissimo, perché spostando il discorso su un piano diverso, Love vive del positivo contrasto tra bianco e nero, fra la cultura melodica pop britannica e un ritmo di chiare origini black . Una base strutturale in cui il discorso soul-funk è una specie di innesco che fa esplodere una macchina melodica ad alto potenziale. Dimensione sonora presentata subito dall’iniziale Deep And Wide And Tall con i cori di Dan Hartman, Lani Groves, Tawatha Agee e dal singolo rock’n’soul di Somewhere in My Heart , ma che trova la sua sublimazione nella la b...

John Miles – Play On (1983, EMI)

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Il cantante e chitarrista inglese, John Miles , il cui vero nome è John Errington , arrivò al successo improvvisamente nel 1975 con il singolo Highfly , poi con l' album esordio Rebel (1976) conquistò il mondo grazie a Music , indubbiamente una delle più belle canzoni degli anni ’70. Il produttore era Alan Parson che lo reclutò subito come vocalist per i suoi lavori con l’Alan Parsons Project (memorabili le performance su The Cask Of Amontillado e Shadow of a Lonely Man ). Il collaboratore di Miles nella stesura dei brani era invece Bob Marshall , ex bassista dei Chantays , band californiana degli anni ’60 di cui faceva parte anche Bob Welch . Dosando molo bene una formula che conciliava atmosfere classicheggianti e robusto pop-rock , l’artista incide altri due fortunati dischi, Stranger in the City e Zaragon , prodotti stavolta da Rupert Holmes e abbinati ad  hit come Remember Yesterday (1976) e Slow Down (1977). Dopo questo exploit iniziò una brusca parabola discenden...

Funky Communications Committee - Baby I Want You (1979, Free Flight)

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Le origini della band risalgono alla fine degli anni ’70, quando il chitarrista Dennis Clifton , dopo aver suonato con alcuni tra i gruppi più gloriosi di Southern–rock come gli Allman Brothers , i Lynyrd Skynyrd e la Marshall Tucker Band , riunisce sotto il nome di Funky Communications Committee  un nucleo di musicisti del giro formato da J.B. Christman (tastiere), Steve Gootch (chitarra), Lonnie Ledford (basso), Jim Evans (batteria), Wayne Chaney (percussioni). Grazie all’interessamento di Larry Byrom , ex chitarrista degli Steppenwolf , ottengono un contratto con la RCA e tra il 1979 e il 1980 pubblicano due ottimi album per la piccola etichetta sussidiaria Free Flight . Il sound però è distante dalle matrici rock-blues dei gruppi sudisti ed indirizzato verso un genere pop-soul più elaborato e ricco di sfaccettature ritmiche. Registrato ai Muscle Shoals, Alabama , questo è il primo lavoro articolato da composizioni, quasi tutte firmate da Clifton , costruite c...

Jim Schmidt - Somethin’ Right (1983, Emerald Records)

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Jim Schmidt iniziò la carriera giovanissimo come vocalist nei concerti dei Continental Singers , gruppo storico di Contemporary Christian Music nato agli inizi degli anni ’60 e tutt’oggi ancora attivo. Dopo aver lavorato come corista di studio, a 21 anni esordì con questo fantastico album che spaziava con gusto le direzioni modern soul che allora prevalevano nel campo del gospel bianco e del westcoast pop . Ci sono canzoni forti che hanno il potere evocativo di quella musica che nel giro di pochi anni se andrà in esilio e di cui non può rimanere indifferente neanche al primo ascolto. Impossibile, ad esempio, ignorare le suggestioni di Love Has Taken It All Away , pezzo dal suono godibile e intermittente che si articola come l’avrebbe articolata Jay Graydon , l’approccio squisitamente funk con la title track , la freschezza melodica di Within His Joy , il portentoso esempio blue eyed soul alla Michael McDonald di Serious con il sottofondo vocale dei Pages , brano ripreso...

Archie James Cavanaugh - Black and White Raven (1980, A&M)

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Archie James Cavanaugh è un musicista  dell’ Alaska del Sud, discendente della tribù dei Tlingit diventato leggendario per questo introvabile e magnifico album. Registrato a Redmond , vicino Seattle , con la presenza di musicisti poco noti se si escludono due ex membri dei Redbone , il batterista Pete Depoe e il chitarrista Tony Bellamy (qui anche in veste di arrangiatore e produttore ), il sassofonista Grant Reeves che lavorava a quel tempo con Dee Dee Bridgewater e soprattutto di Jim Pepper , grande sassofonista nativo americano divenuto celebre nel 1971 per il brano Witchi Tai To e collaboratore di Don Cherry, Paul Motian, John Scofield, Nanà Vasconcellos . Fu proprio la partecipazione di Pepper , che qui appare qui in tre canzoni ( Take It Easy, It’s Our Love, Living Without You ), a suscitare l’interesse di una major come la A&M che però lo pubblicò con una tiratura limitata solo in Alaska diventando nel tempo un album culto per gli appassionati di blue eyed s...

Ben Sidran – Free In America (1976, Arista)

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Il quinto disco di Ben Sidran e il primo di altri due capolavori rilasciati per la Arista ( The Doctor Is In e A Little Kiss In The Night ). In Free In America c’è tutta la sua filosofia del crossover , quel combinare il jazz con il r&b in una chiarezza espositiva molto cantabile e pop . Infatti la sua è musica pop di superficie; l’asse portante, il pulsare emotivo, sono indiscutibilmente jazz e funk . L'album è una strabiliante testimonianza del valore di quest’artista che non ha mai raccolto appieno il frutto della sua grandezza. Ogni canzone, ogni passaggio, ogni singola nota sono qui esattamente come si vorrebbe che fossero: la musica gioca con le convenzioni, in un esercizio di stile che richiede in ogni istante un complicità sentimentale. Ci sono diverse cover trattate con fraseggi strumentali e vocali incredibili come Sunday Kind Of Love , remake di una ballad doo-wop fine anni ’40 di Louis Prima diventata in seguito un classico soul . Una versione...

Doug Gray - Soul of the South (2011, Shout Factory!)

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Il tastierista e cantante Doug Gray è stato tra i membri fondatori della Marshall Tucker Band , una delle punte di diamante, insieme alla Allman Brothers Band e ai Lynyrd Skynyrd , del movimento Southern rock . Dopo aver dominato le classifiche per tutti gli anni ’70, il gruppo firmò per la Warner Bros., causa il fallimento della Capricorn , storica label sudista con la quale incisero sette dischi, di cui cinque d’oro e uno di platino. Il passaggio alla Warner coincise anche un cambio di stile del gruppo che alleggerirono la pressione del loro rock-blues e tendenze country ammorbidendolo con costruzioni armoniche e melodiche dai toni più soft e r&b . Questo album risale a quel periodo, ed è costituito da otto brani incisi da Gray nel 1981 per un album solista considerato che la band si era presa una pausa dopo la morte,  nell’aprile del 1980, di  Tommy Caldwell , chitarrista che svolgeva un ruolo guida all’interno del gruppo insieme al fratello Toy . Prodotto dal g...

Gene Cotton – Save The Dancer (1978, Ariola America)

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Uno dei più interessanti lavori di fusione tra folk e pop con la musica nera. Gene Cotton è un songwriter di Columbus, Ohio , ma il background musicale che gli garantisce spessore e formazione, metodo ed intellettualità proviene direttamente dalla scuola di Nashville . Dopo sei album incisi per piccole etichette indipendenti tra 1968 e il 1974, fu scritturato dalla ABC rilasciando due dischi che lo fecero conoscere al grande pubblico. Il primo fu For All the Young Writers dove c’era Let Your Love Flow portata al successo dai Bellamy Brothers , quindi Rain On da cui fu tratto l’hit single You've Got Me Runnin' . Questo disco è il suo capolavoro, quanto di meglio e di più originale potesse arrivare alla fine degli anni ’70 da quel cantautorato americano colto che cercava di rinnovarsi tramite le contaminazioni stilistiche. Ovviamente Save The Dancer non segna la nascita di un genere, ma un biglietto da visita di un songwriter coi fiocchi che, partendo dalla canzone di ma...

Michael Cruz - The Heart Never Forgets (1981, Credence Records/PPL Records)

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Classico prodotto di quei musicisti attivi in California a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80 che si abbandonavano al fascino di una musica bianca che non voleva diventare nera e viceversa. Michael Cruz era un produttore, arrangiatore, autore e tastierista di origine cubana che realizzò questo unico album a suo nome registrato ad Hollywood , prodotto dallo stesso Cruz insieme a Jaeson James Jar'rett noto per i suoi lavori con Garry Glenn e The Band AKA . E’ una musica calda e avvolgente, qualcosa che prova, riuscendoci, a curiosare oltre la teoria del morbido esposta a suo tempo da calibri artistici più noti di Cruz . Sono, quelle The Heart Never Forgets , canzoni che non è molto facile incasellare, proposte di pop che cambiano colore e sapore dispensando umori e sensazioni con percorsi appetibili di blue eyed soul, disco, funk e che riescono a rendere perfettamente leggibile l’idea della contaminazione stilistica. Quel pop-soul sottile ed intrigante con alcuni piacevoli com...

Lenny Zakatek - Lenny Zakatek (1979, A&M)

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Il suo vero nome è Lenny du Plate, nato a Karachi e trasferitosi a tredici anni in Inghilterra,cambiò in seguito il cognome in Zakatek su consiglio dei suoi primi estimatori Lindsay de Paul e Dudley Moore. Si affacciò alla ribalta nel 1974 entrando, come voce solista, nei Gonzalez, un gruppo soul-funk di Londra dove suonavano ottimi musicisti come il batterista Steve Ferrone e il bassista John Giblin, e conosciuto soprattutto per l’hit disco I Haven't Stopped Dancing Yet del 1978. Zakatek collaborò con la bando fino al 1981. Nel frattempo era stato chiamato da Alan Parson che, assieme ad altri cantanti, fu ingaggiato come vocalist per il suo I Robot (1977) dove interpretò la magnifica I Wouldn't Want To Be Like You dando inizio ad un sodalizio artistico durato dieci anni. La voce di Zakatek nei dischi dell’Alan Parsons Project la possiamo apprezzare in numerose canzoni tra cui Games People Play, Damned If I Do, Vulture Culture e Too Late. Nel 1979 l’artista debutta con qu...

Kenny Loggins – Nightwatch (1978, Columbia)

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Il pop d’autore è un dolce vizio e Kenny Loggins replica con un lavoro meno soft , ma di sicuro effetto. L’organizzatore sonoro è sempre Bob James e l’hit killer stavolta è un brano scritto insieme a Melissa Manchester , Whenever I Call You Friend in duetto con Stevie Nicks dei Fleetwood Mac che entrò tra i top five . L’artista continua ad interagire sempre di più con la musica nera come in Wait A Little While che Al Jarreau interpretò divinamente su All Fly Home , nei sette strepitosi minuti della sinuosa title track scritta insieme a Max Groenenthal dove ridefinisce il principio dell’improvvisazione nella ballata pop (come stava facendo Gino Vannelli ) e col remake in chiave r&b di Down In The Boondocks , hit degli anni ’60 di Joe South . Inizia la collaborazione con Michael Mc.Donald scrivendo una delle più belle canzoni degli anni settanta, What A Fool Believes , multiplatino poi nella versione dei Doobie Brothers .   Mauro R...

Robbie Dupree - Carried Away (1989, Pony Canyon)

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Inaspettato ritorno dopo otto anni discografico. Il songwriter di Brooklyn nella sua trasferta losangelina a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 aveva inciso due dischi per la Elektra. Il primo gli fruttò due singoli nei top ten americani (Steal away, Hot Rod Hearts ) e una nomination per il Grammy Award come miglior artista rivelazione, mentre il secondo Street Corner Heroes , pur essendo allo stesso livello qualitativo, non riscosse i consensi commerciali del precedente (solo Brooklyn Girls riuscì a vendere bene). La casa discografica così non rinnovò i contratto e Dupree se ne tornò a New York . Con questo Carried Away , pubblicato inizialmente solo il Giappone , l’artista non riesce a ripetersi a quei ritmi, complice anche qualche eccesso elettronico negli arrangiamenti. Eppure, nonostante qualche caduta di tono,  Ã¨ un buon album di pop perduto e ritrovato fortificato da perle come This Is Life scritta insieme a Bill LaBounty e In Real Life firmata ancora da LaBo...

Gino Vannelli - Storm At Sunup (1975, A&M)

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Spirito libero, apparentemente ingovernabile, Gino Vannelli prosegue il suo discorso musicale come fosse una sfida ai luoghi comuni del pop . La piena libertà di azione a livello artistico gli permette di esprimere quella capacità di scrittura superiore con il supporto fondamentale di grandi musicisti come Jay Graydon (chitarra), il grande sassofonista jazz Jerome Richardson , Graham Lear (batteria) e Richard Starker (tastiere) che ritroveremo poi con Carlos Santana , e soprattutto il fratello Joe (tastiere), autentica eminenza grigia nelle direttive muiscali di Vannelli . Storm At Sunup è un album fantastico capace di rileggere jazz, r&b e pop con quel distacco che porta all’invenzione e quel sussiego inconsapevole verso la musica sinfonica nei passaggi strumentali che rende le composizioni originalissime. La title track introduttiva  è un tema jazz-fusion epico che scivola, anticipa e presenta la seguente bellissima Love Me Now . Dieci minuti che sconvolgono...

Bette Midler - Thighs and Whispers (1979, Atlantic)

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Nata nel New Jersey , cresciuta alle Hawaii dove i suoi genitori di origine ebrea si erano trasferiti, la Midler deve il suo nome a Bette Davis , l’attrice preferita da sua madre. La sua principale ambizione era quella di diventare attrice, così dapprima se ne andò a Los Angeles poi a New York e, mentre si manteneva facendo la commessa, studiava anche canto. Nel 1965 fece un’apparizione nel musical Hawaii, ma la prima importante uscita avvenne l’anno dopo come corista nella produzione Broadway di Fiddler On The Roof . Quando nel 1969 lasciò la commedia musicale, era uscita dal coro ed interpretava il ruolo da protagonista. La carriera di cantante invece iniziò nei Continental Baths di New York intrattenendo i clienti in un bagno turco con spettacoli di cabaret dove l’artista divagava con un repertorio fatto di  rock , blues e standard, suonando il pianoforte e supportata da una robusta sezione fiati. Il suo stile aggressivo e dolce, malizioso e romantico, ...

Erik Tagg – Smilin’ Memories ( 1975, EMI Holland)

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Uno dei dischi perferiti di Lee Ritenour . Eric R. Tagg arrivò a questo esordio dopo tre anni trascorsi in Olanda dove iniziò la sua carriera professionale in un gruppo locale molto quotato chiamato Beehive . Nativo dell’ Illinois , l’artista si era dapprima trasferito nel Texas, poi nel 1971 , durante un viaggio in Europa , conobbe in Olanda  il musicista  Leo Bennink che lo fece entrare come cantante nei Beehive con cui pubblicò nel 1973 un album. In questo primo soggiorno olandese incise dei demo e, tramite il suo manager, ottenne un contratto con la EMI/Bovema per un disco da realizzare a Los Angeles con la produzione di John D’Andrea e la partecipazione di eccellenti turnisti tra cui Lee Ritenour, Jeff Porcaro e David Foster . Aveva appena 22 anni e suoi idoli erano Stevie Wonder, Todd Rundgren, Elton John e Joni Mitchell . Tutte influenze musicali riscontrabili poi in Smilin’ Memories uscito nel 1975 solo in Olanda col nome di battesimo modificato in Er...

Karen Carpenter - Karen Carpenter (1996, A&M)

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L’unico lavoro solistico di Karen Carpenter realizzato tra il 1979 e il 1980 rimasto inedito fino al 1996. Alla fine degli anni Settanta i fratelli Carpenter erano quasi allo sfascio svigoriti dalle loro psicosi e dipendenze. Avevano appena accantonato un disco quasi pronto e Richard si era preso una pausa da convalescente. La A&M allora pensò di far registrare dei brani a Karen per un progetto da solista, il primo a suo nome. Le sessions si svolsero a New York con la produzione di Phil Ramone ed un team di arrangiatori di prim’ordine come Bob James, Rod Temperton, Jerry Hey e Rob Mounsey che offrirono una vera lezione di stile e professionalità. Ci sono due novità importanti in questo dimenticato album. Per la prima volta Karen si affidava ad un produttore " esterno ". Fino ad allora era sempre stata guidata dal fratello ed in studio di registrazione aveva molta indipendenza a livello interpretativo. Qui invece viene seguita ed preparata da Ramone all’approc...