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Visualizzazione dei post con l'etichetta Gino Vannelli

Kudasai – Kudasai (1991, EMI)

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Kudasai è un progetto musicale creato da Michael Jörvang (voce, tastiere) e Lars Nielsen (tastiere), due musicisti danesi che pubblicarono questo omonimo album con sei brani su dieci prodotti da Gino e Joe Vannelli registrati alla fine del 1990 ai  Blue Moon Studios di Los Angeles con la partecipazione attiva dei fratelli Vannelli (voce, tastiere, basso) e il supporto della loro band formata da Mike Miller (chitarra), Mark Craney (batteria) e i coristi Maxayne Lewis, Bob e Patti Henley . Le restanti tracce furono incise in Danimarca con musicisti locali ( ci sono due cameo di Phil Manzanera alla chitarra su Fire In Your Lighthouse e Spirit In A Box ),  senza togliere al disco unità concettuale. L’atmosfera generale è simile a quella del corso elettronico di Gino Vannelli cominciato con Black Cars,  riprendendo gli stilemi di Inconsolable Man inciso da Gino pochi mesi prima. Un pop-soul giocato su sonorità elettroniche dai connotati straordinariamente fr...

Gino Vannelli - Storm At Sunup (1975, A&M)

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Spirito libero, apparentemente ingovernabile, Gino Vannelli prosegue il suo discorso musicale come fosse una sfida ai luoghi comuni del pop . La piena libertà di azione a livello artistico gli permette di esprimere quella capacità di scrittura superiore con il supporto fondamentale di grandi musicisti come Jay Graydon (chitarra), il grande sassofonista jazz Jerome Richardson , Graham Lear (batteria) e Richard Starker (tastiere) che ritroveremo poi con Carlos Santana , e soprattutto il fratello Joe (tastiere), autentica eminenza grigia nelle direttive muiscali di Vannelli . Storm At Sunup è un album fantastico capace di rileggere jazz, r&b e pop con quel distacco che porta all’invenzione e quel sussiego inconsapevole verso la musica sinfonica nei passaggi strumentali che rende le composizioni originalissime. La title track introduttiva  è un tema jazz-fusion epico che scivola, anticipa e presenta la seguente bellissima Love Me Now . Dieci minuti che sconvolgono...

Gino Vannelli – A Pauper In Paradise (1977, A&M)

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Premessa: questo capolavoro non avrebbe potuto vedere la luce senza la stima e conseguente libertà artistica concessa da Herb Alpert all’artista italo-canadese, che all’epoca aveva appena 25 anni, ma con un background musicale già da veterano. Elegante, con una punta di narcisismo, responsabile di un soul bianco dalle cadenze ritmiche funky-jazz difficilmente prevedibili, Gino Vannelli continuava, come un sorta di avventuriero del pop , ad esplorare instancabile nuovi territori sonori con la forza e l’audacia proprie degli innovatori della musica. Un artista libero che non apparteneva a nessuna corrente se non al suo tempo e con questo ennesimo capolavoro lo confermò pienamente. Un disco ambizioso registrato a Londra negli studi AIR e in quelli di Abbey Road nei due brani con la Royal Philarmonic Orchestra diretta da Don Sebesky . Scrittura, arrangiamenti, produzione affidata come al solito ad una equipe familiare ben affiatata divisa tra Gino, Joe e Ross Vannelli . ...

Gino Vannelli - Powerful People (1974, A&M)

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Dopo qualche anno trascorso nei locali jazz di Montreal , le vicende musicali di Gino Vannelli cominciano ufficialente  nel 1973, quando il ragazzo di Montreal di origini italiane emigra a Los Angeles e bussa alla porta degli A&M studios. Lì c'era Herb Alpert , il boss della casa discografica, che intuì subito il talento del giovane musicista accompagnato dai fratelli-collaboratori Joe e Ross . Per la A&M Vannelli distillerà forse il miglior infuso di musica pop bianca americana (quella dei Rodgers & Hart , dei Cole Porter e dei Frank Sinatra per capirci) integrandola con il funky, il soul di Stevie Wonder, ma anche con rock, musica latina e classica, filtrando tutto attraverso una vena personalissima e un talento vocale unico. Con questo secondo lavoro, dopo l’esordio di Crazy Life , Vannelli mette a segno un grande colpo realizzando un album  che nella forma del pop standard incarna una scrittura avventurosa e formalmente ineccepibile fatta di mo...

Gino Vannelli – Nightwalker (1981, Arista )

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Quinto disco per il songwriter italocanadese dopo il successo di “ Brother to Brother “ e la scelta calibrata dei brani ne ricalca la formula. Soul bianco melodico, tappeti ritmici funky –jazz con grande lavoro di basso e tastiere. Le canzoni di Vannelli hanno un modo diverso di proporsi perché agiscono su territori sempre “ borderline “, su una progressione di accordi e assoli generosi, chiarezza d’intenti e un lavoro di cesellatura finale in sala di registrazione molto accurato. “ Nightwalker “ prende subito quota con la title track , ritmica in movimento continuo e melodia da favola. Temi come “ Santa Rosa “ , " I Believe " e " Seek and You Will Find " sono brani complessi , ritmiche sincopate con grande lavoro di  Mike Miller alla chitarra e Vinnie Colaiuta, un batteristia bravissimo e volutamente “ pesante “. Come sempre i due fratelli di Vannelli sono qui nelle vesti di co-produttori e co-arrangiatori, Joe riempie le partiture con le sue tastiere, m...

Gino Vannelli – Brother To Brother (1978, A&M)

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Alla fine degli anni Settanta i tempi di assimilazione del pop adulto si facevano sempre più rapidi . In poco tempo si sviluppò una certa interpretazione della musica, ma questa celerità non escludeva un approccio profondo, anzi lo favoriva, facendo della musica uno strumento per riordinare il presente con qualche goccia di passato. Gino Vannelli era uno dei nuovi esteti di questo sound, come Donald Fagen e Stephen Bishop, ovvero tutti quei musicisti che giungevano alla tentazione jazz risolvendola con ricette stilisticamente colte fatte di note pop vellutate, brividi soul e affondi di fusion sullo fondo. Un connubio ideale tra rispolverate discipline jazzistiche e le rinnovate tradizioni del pop d’autore. Aiutato dai fratelli Joe e Ross, quest’ultimo decisivo nell’organizzare al meglio il suono, questo album racchiude tutte queste influenze e le sublima. Brani come People I Belong To , Wheels Of Life , Feel Like Flying  hanno il piglio melodico sicuro, solidità d’invenzione...