Jim O’Rourke – Eureka (1999, Drag City)
A forza di sperimentare, di tentare strade nuove, di elevarsi oltre il ristagno della musica contemporanea, Jim O’Rouke arriva con questo album alla motivazione melodica della sua musica. Le prime avvisaglie del cambiamento furono i quattro bellissimi strumentali di “Bad Timing” del 1997, qui ce ne sono otto di brani, di cui cinque cantati. Impensabile un album così pop, così leggero e radiofonico per questo polistrumentista dal palmares avanguardiastico-sperimentale che ha lavorato a fianco dei Sonic Youth e dei Stereolab, che nei suoi lavori ha abbracciato una vasta gamma di stili, dal post-rock all’elettronica, dall’avanguardia jazz minimalista a quella folk acustica. Non ci sono i rumori metropolitani abbinati a strumentazioni classiche o i territori sonori da esplorare. C’è qualcosa di completamente diverso: ballate dolci, intervalli orchestrali, cortometraggi sonori, armonizzazioni rischiose ma suadenti. Il musicista di Chicago mette alla prova il suo infinito talento scanda...