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Visualizzazione dei post con l'etichetta Aretha Franklin

Aretha Frankly – I Never Loved A Man The Way That I Love You (1967, Atlantic)

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Il più grande disco soul mai inciso da una donna. A partire da questo capolavoro la voce e le canzoni di Aretha Franklyn scandiranno i momenti più importanti della vicenda complessiva della musica nera. Erano già passati dieci anni da quando Aretha , incoraggiata da Sam Cooke , bussò agli uffici della Columbia per il suo primo, importante contratto discografico. Aveva 18 anni, fino a quel momento aveva inciso solo gospel per etichette specializzate come Chess e Battle . Con la Columbia passò sei anni e una decina di dischi, poi nell’inverno del 1966 firmò con la Atlantic e fu la sua fortuna. Quella voce rara per potenza ed estensione stava per essere sminuita con un repertorio di pop bianco anonimo, ma il grande Jerry Wexler , produttore vice-direttore della Atlantic che già negli anni ’50 si era occupato di Ray Charles , riuscì valorizzarla al massimo e farla diventare da questo disco la Regina del Soul . La trovata fu geniale nella sua semplicità. Wexler  aveva cap...

Aretha Franklyn – Sweet Passion (1977, Atlantic)

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Ad Aretha Franklyn il forzato ritiro per questioni personali all’inizio degli anni Settanta fece perdere un po’ di smalto ed ispirazione che la porterà ad incidere album discontinui, ma sempre di livello superiore. Dotata di un magnetico carisma naturale, Lady Soul riusciva infatti a tingere qualsiasi canzone chiamando la voce da ogni angolo del corpo ed offrire anche con materiale modesto risultati eccelsi. L’anno prima c’era stata la felice collaborazione con Curtis Mayfield in Sparkle , dove Aretha interpretava le composizioni di Mayfield scritte per l’omonimo film . Qui invece troviamo Lamont Dozier in veste di produttore ed autore di tre brani con uno staff di arrangiatori di prim'ordine ( Gene Page, H.B. Barnum, McKinley Jackson ). In Sweet Passion si nota la voglia di comunicare qualcosa di diverso fondendo r &b, jazz  e qualche puntata verso la moda disco di quegli anni. Tendenze ed espressioni sfruttate sempre con grande talento in fase di produzione ( Dozier...

Aretha Franklin – Love All the Hurt Away (1981, Arista)

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Una produzione superlusso di Arif Mardin per il secondo album di Aretha Franklyn per la Arista ed anche quello più pop della sua immensa discografia. Il duetto con George Benson nella title track scritta da Sam Dees esemplifica subito il discorso: arrangiamento  gustoso, melodia convincente. Una voce  così vera e pura, quella di Lady Soul, al punto tale che trasforma in assoluta delizia anche il brano più distante dal suo stile donandogli variazioni e modulazioni di grande classe In questo disco l’argomento pop  è di fattura pregevole ( Truth and Honesty di Burt Bacharach e Peter Allen, Living the Streets di Rod Temperton), in alcuni casi di eccelsa inventiva  ( There's a Star for Everyone di David Lasley, It’s My Turn di Michael Masser), in un’ atmosfera di morbidezza sonora che si rinnova proprio con la sua grandiosa  vocalità. Quando si passa nel territorio più r&b, la creatività sostanziale ed estetico-formale viene altamente spettacolarizzata come...

Aretha Franklin - Hey Now Hey (The Other Side of the Sky) (1973, Atlantic)

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Un manifesto dell’arte soul. In un atmosfera quasi teatrale si uniscono il senso di attesa del gospel e la scansione passionale del soul. Dopo anni di trionfi, Aretha lascia la produzione di Jerry Wexler e si affida a Quincy Jones che, originariamente, aveva in mente un disco molto jazzato per Lady Soul. Poi , durante le sessions, lavorando a stretto contatto, i due cambiarono approccio musicale orientandosi verso elementi gospel e blues. Ne venne fuori un lavoro visionario in linea con le nuove direzioni della black music dell’epoca, specialmente quelle indicate da Marvin Gaye e Isaac Hayes. Tra nastri andati distrutti da un misterioso incendio e qualche miracolosamente recuperato “Hey Now Hey “ è un grande disco in anticipo sui tempi e senza legami con singoli da classifica , dove gli arrangiamenti orchestrali di Quincy Jones sono quasi psichedelici e fanno risplendere il carisma e i tocchi della vocalità suprema di Aretha. Notevole la title track scritta da lei stessa, la vers...

Aretha Franklin – Lady Soul (1968, Atlantic)

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La Regina realizza un lavoro istintivo e immediato nel quale vengono esplorata la canzone soul e tutte le possibilità vocali del R&B. Con  Lady Soul  Aretha perfeziona il suo inimitabile stile donando alla sua voce di rara potenza ed estensione un significato troppo intenso per essere standardizzata, anche quando rivisita innocue ballate. […]  Lady Soul  è una sequenza di emozioni, brani istintivi, e motivi fatti di acuti sgomenti, di trasporto sentimentale in un canto dalla bellezza che impietrisce. A queste altezze il blues, il gospel, il soul sono un'anima sola. 1900-2000 Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare/Mauro Ronconi/Arcana Tracks: 01-Chain of fools 02-Money won't change you 03-People get ready 04-Niki Hoeky 05-(You make me feel like) A natural woman 06-Sice you've been gone (Sweet sweet baby) 07-Good to me as i am to you 08-Come back baby 09-Groovin' 10-Ain't no way Spoiler : ...