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Billy Paul – First Class (1979, Philadelphia International)

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All’inizio degli anni Settanta la seconda stagione della musica soul già parlava il linguaggio del Philly Sound . Quando Kenneth Gamble e Leon Huff decisero nel 1971 di unire le proprie forze per fondare la Philadelphia International , molti artisti sotto contratto con le precedenti etichette discografiche del duo, la Gamble e la Neptune , confluirono nella nuova casa madre. Tra i vari O’Jays, Intruders , le Three Degrees , c’era anche Billy Paul (vero nome Paul Williams ) che aveva pubblicato tra il 1968 e il 1970 un paio di dischi con loro:  Feelin’ Good at the Cadillac su Gamble ed Ebony Woman su Neptune . Billy Paul era un cantante versatile, passava dal jazz al pop , al r&b , con estrema disinvoltura ed originalità interpretativa. Al suo attivo c’erano state collaborazioni in concerto con personaggi del calibro di Miles Davis , Charlie Parker , Nina Simone , Sammy Davis Jr ., gli Impressions, Roberta Flack . Anche se il debutto con la PIR fu con Going ...

Tony Sciuto - Island Nights (1980, Epic)

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Tastierista, chitarrista e songrwriter di Baltimora , Tony Sciuto iniziò giovanissimo a comporre canzoni. Insieme al paroliere Sam Egorin si fece notare nel 1976 scrivendo il brano My Lisa inciso dai Bay City Rollers e poi nel 1978 con Trapeze interpretato da Marcus Joseph nel suo bellissimo Things I Meant To Say prodotto da Parker McGee . L’anno seguente il cantante neozelandese Marc Hunter pubblicò il singolo Island Nights riscuotendo un buon successo in Australia e Nuova Zelanda . Sciuto decide così di dare inizio ad una carriera in prima persona e lo stesso anno ottiene un contratto con la Epic . Il debutto avvenne nel 1980 con questo album prodotto dallo stesso Sciuto e Steve Dorff che vede la partecipazione di importanti sessionmen di Los Angeles tra cui Mike Porcaro e Steve Lukather dei Toto , Bill Cuomo , Ed Greene , Tom Scott , Joe Chemay , Chuck Findley . E’ un concept album dai contenuti visionari e provocatori scritto insieme ad Ergovin dove si r...

Michael Johnson - Dialogue (1979, EMI America)

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Alla fine degli anni Sessanta il cantante, chitarrista e autore del Colorado Michael Johnson , dopo aver studiato chitarra classica a Barcellona dal grande chitarrista spagnolo Graciano Tarrago , entrò a far parte del mitico gruppo folk Chad Mitchell Trio al posto di John Denver . Uscito dal gruppo nel 1970 firmò un contratto per la Atlantic , ma soltanto due anni dopo pubblicò There Is a Breeze , debutto solistico  registrato tra New York e Toronto   accolto tiepidamente. Si trasferisce in Minnesota dove crea una propria label , la Sanskrit Records con la quale pubblica tra il 1975 e il 1977 due album di folk-rock dove mette in mostra uno stile chitarristico molto originale e una vocalità intensa e piacevole. Insoddisfatto dei pochi riscontri commerciali Johnson se ne va a Nashville ed inizia a collaborare con i produttori Steve Gibson e Brent Maher incidendo due brani che diventeranno molto popolari: Bluer Than Blue e Almost Like Being in Love . La prim...

Maria Muldaur - Maria Muldaur (1974, Reprise)

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La cantante newyorchese Maria Grazia Rosa Domenica D'Amato (di chiare origine italiane) iniziò da giovanissima ad esibirsi nei circuiti folk del Greenwich Village esibendosi insieme a John Sebastian , Stefan Grossman e Steve Katz . Lì incontrò Geoff Muldaur , il vocalist della Jim Kweskin Jug Band . Ne conseguì un matrimonio, il cognome cambiato e due dischi in coppia:  Pottery Pie (1971) e Sweet Potatoes (1972). L’anno seguente si divisero professionalmente e la Muldaur , dopo aver partecipato alla colonna sonora di Steelyard Blues con Mike Bloomfield e Paul Butterfiled , pubblicò questo suo primo album solista registrato a Los Angeles con la produzione di Lenny Waronker e Joe Boyd , e la presenza di quotati turnisti tra cui Clarence White , Amos Garrett , Jim Keltner , Andrew Gold ed ospiti illustri come David Lindley , Ry Cooder , Dr. John , il bassista jazz Dave Holland . E’ un lavoro importante, uno dei primi esempi compiuti di contaminazione stilistic...

David Foster – River of Love (1990, Atlantic)

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Sono brani "pericolosi" quelli del Foster che si affaccia agli anni Novanta, basta un dettaglio per farli diventare routine o piccoli capolavori. Sono prove di equilibrismo del mercato pop intelligente. Fidarsi dei luoghi già sperimentati, mostrare apprezzabile conformismo. Così, dietro un’apparante immobilità, le proposte hanno quanto serve per apparire geniali, ammaliati dal suo talento di venditore. Come al solito David Foster è un musicista che ama il gioco corale, ama circondarsi di partners di scrittura collaudati e strumentisti immuni dall’egocentrismo. Da questo ne ricava un pop adulto sensibile al vortice della creatività, ma sempre disciplinato. Sono brani inconfondibili che fanno tanto David Foster . Rispetto ai precedenti lavori in River of Love c’è solo strumentale ( Freedom ), peraltro bello, gli altri episodi sono tutte canzoni che conciliano il suo A.O.R. più classico con i suoni del tempo nuovo. Ad interpretarle oltre a grossi nomi come Hamish S...

Denne and Gold - Denne and Gold (1978, MCA)

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A quel tempo i produttori, songwriter  e cantanti inglesi, Micky Denne e Ken Gold erano già abbastanza noti per alcune canzoni scritte per Aretha Franklyn (It Only Happens ), Jackie Moore (P uttin' It Down To You ), Cliff Richard ( I Can't Ask For Anymore Than You ), Delegation ( The Promise Of Love ) e soprattutto Real Thing per i quali firmarono nel 1976 You To Me Are Everything , numero uno nel Regno Unito e Can't Get By Without You altro classico disco-soul . Mentre il team  stava lavorando a Step Into Our World , il terzo album dei Real Thing , esce a loro nome questo Denne and Gold , campionario piacevole di canzoni multi-stile con al centro il r&b . Un buon progetto creativo che non sempre trova quello che cerca. In questo album non ci sono le situazioni forti alla Average White Band o gli orizzonti ampi di Hall & Oates , ma rappresenta un’idea di pop-soul immeditato e “commestibile” . Ed è proprio l’orecchiabilità il valore aggiunto ...

Pyllis Hyman – Living All Alone (1987, Philadelphia International)

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Nonostante gli album di Phyllis Hyman erano sempre segnalati tra i migliori nell’ambito della soul-dance di lusso, a livello di vendite le cose non andavano bene. Quindi , dopo Goddes Of Love del 1983, ci fu la rescissione del contratto tra la vocalist e la Arista . Seguì una pausa discografica e la Hyman si dedicò a cantare soprattutto per spot televisivi , colonne sonore e collaborazioni distribuite tra soul ( Four Tops , Whispers ) e jazz ( McCoy Tyner , Joe Sample , Ronnie Foster ). Torna nel 1987 con questo Living All Alone , primo di quattro lavori, compreso il postumo Forever With You del 1997, realizzati con la Philadelphia International di Gamble & Huff . Un album di emozioni legate a cambiamenti e distacchi raccontanti con malinconica serenità  che riflette lo stato d’animo inquieto di una donna passata attraverso molti alti e bassi nella sua carriera artistica e nella sua vita privata. I suoni sono ormai quelli del sinth-soul tipicamente anni Ottan...