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Shawn Phillips - Rumplestiltskin's Resolve (1976, A&M)

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Il capolavoro dimenticato di Shawn Phillips . Con questo album l’artista texano compie un salto qualitativo impressionante, approdando ad una musica totale , emozionate, ricca di sfumature e autentici colpi di scena. Una sintesi comprensiva fondata sul richiamo a tante ispirazioni musicali come il jazz, il folk , il rock , il r&b .  L’uso della voce come strumento è fondamentale per le sue ballate impossibili. Non tanto per l’oggettiva straordinarietà vocale, quanto per le qualità interpretative che gli consentono di rafforzare il senso di ogni  melodia pronunciata con il variare di timbro e intonazione. Già con il precedente  Do You Wonder il musicista rinunciava ulteriormente al gusto della dilatazione della forma-canzone, ma dove il passaggio si compie è nella definizione di questo album. Sono canzoni dalla libertà formale, ma unite ad una stretta aderenza allo stile pop , senza mai abbassare la guardia dell’intensità poetica.  Brani dove c’è ricerca, gu...

Marcos Valle - Vontade De Rever Voce (1981, Som Livre /Bomba Records Japan)

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Acclamato e sensibile musicista brasiliano, Marcos Valle , nato a Rio De Janeiro nel 1943, comincia giovanissimo a comporre musica insieme a suo fratello Paulo Sergio che curava i testi. Agli inizi degli anni Sessanta l'artista, con  l’esplosione della bossa nova, era già un autore conosciutissimo ( Sohno de Maria , Batucada , I Got Away ). Affascinato dal pop americano nel 1966 Valle fa il suo primo viaggio negli Stati Uniti ed affina la sua scrittura musicale influenzato da grandi compositori come Burt Bacharach e Jimmy Webb . Il contatto con la musica americana lo portò a stabilirsi a Los Angeles dove esplorò  altri mondi come il jazz e il  soul , lavorando insieme ad Eumir Deodato, Airto Moreira, Sarah Vaughan , i Chicago e soprattutto  Leon Ware con il quale nacque una prolifica collaborazione artistica documentata dagli album Inside is Love (1979) e Rockin' You Eternally (1981). Vontade De Rever Voce nasce a proprio cavallo tra questi due lavor...

Paul Williams – Ordinary Fool (1975, A&M)

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Paul Williams era ormai un songwriter affermato. I successi scritti con Roger Nichols erano diventati dei classici nella versione dei Carpenters (I Won't Last a Day Without You , Let Me Be the One )  replicati da canzoni scritte da solo ( If We Could Still Be Friends ) e con il nuovo partner Ken Ascher ( You and Me Against the World )  conosciute principalmente nelle interpretazioni di  Helen Reddy . A confermarlo a pieno titolo nell’elite pop americana contribuì nel 1974 Phantom of the Paradise, film musicale diretto da Brian De Palma dove Williams, oltre a recitare la parte principale,  curò la colonna sonora con la quale vinse l’ Oscar .  L’anno dopo esce questo Ordinary Fool , quinto album da solista che rafforza la collaborazione con il produttore, arrangiatore a pianista Ken Ascher inaugurata nel precedente Here Comes Inspiration (1974). Dieci brani oscillanti tra l’austero e il giocoso che cercano sempre la conciliazione degli opposti e poi ...

Shawn Phillips - Do You Wonder (1975, A&M)

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Uno dei songwriters più consapevoli ed iconoclasti. Un artista non catalogabile: nel folk funziona, nel rock non stona e nel pop può candidarsi a geniale uomo ombra. Anticipatore inoltre della world music , non nasconde la passione per il r&b e qualche moderata frequentazione nel jazz . Un vista straordinariamente ampia  di un musicista totale, di un borderman della canzone d’autore che revisiona i suoi confini disco dopo disco senza scomporsi . Shawn Phillips nasce nel 1943 a Fort Worth , Texas . Spirito inquieto e vagabondo lascia presto la scuola e dopo aver vissuto dal 1959 al 1962 un’esperienza in marina affinò la sua tecnica chitarristica specialmente alla 12 corde e si trasferì a Los Angeles diventando amico di Tim Hardin.  Attratti dalla grande comunità folk del Greenwich Village i due partirono per New York . Phillips  si guadagnava da vivere facendo il lavapiatti al Night Owl ed incominciò ad esibirsi nei club. Durate un concerto conobbe Ravi Sha...

Burt Bacharach - The Reel Burt Bacharach (1999, Universal)

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Aggiornamento della canzone cinematografica moderna nel dialetto ipotizzato qualche tempo prima da Henry Mancini. La musica pop e il cinema vanno a braccetto da sempre, ma nel caso di Burt Bacharach la raffinatezza e l’intesa raggiungono la sublimazione. Le sue musiche e le sue canzoni hanno creato cornici fantastiche per film più o meno famosi, più o meno belli,  che in questa antologia dedicata al Bacharach da “cinema” trovano il giusto spazio anche se mancano citazioni a soundtrack ingiustamente trascurati come After The Fox (1966), Together? (1979) e Night Shift (1982). Sono 17 temi ideati a prescindere la sonorizzazione delle immagini circoscritti dal 1962 al 1988 e  che necessitano solo di un sintetico promemoria.   1 - Raindrops Keep Fallin' On My Head , brano stellare dal capolavoro western Butch Cassidy and The Sundance Kid con cui vinse due Oscar e un Grammy nel 1969.  2 - The Look of Love , altra canzone lanciata verso il paradis...

Ian Matthews - Stealin' Home (1978, Rockburgh Records)

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La carriera di Ian Matthews iniziò alla fine degli anni Sessanta come cantante dei Fairport Covention , poi leader della Matthews’ Southern Comfort con cui pubblicò nel 1970 l’hit Woodstock di Joni Mitchell. Dopo aver realizzato il primo disco solista If You Saw Thro' My Eyes (1971) si unisce ai Plainsong collaborando all’oscuro e strepitoso esempio di folk , country e world music intitolato In Search Of Amelia Earhart (1972). Da lì in avanti Matthews si americanizzò e il suo stile si spostò sempre più dal folk al pop diventando una sorta di  vagabondo in giro per la canzone d’autore, cimentandosi in argomenti divisi tra brani originali e remakes tagliati secondo un stile molto personale ed intimo. Un repertorio variegato tratto da  autori come Jackson Browne , Van Morrison , Tom Waits , Gene Clark , John Martyn , Jesse Winchester e Steely Dan . Anche se alcuni bellissimi lavori come Valley Hi e Journeys From Gospel Park furono ingiustamente trascurati, l’artist...

Gino Cunico – Gino Cunico (1976, Arista)

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Nato a Sidney , Australia , il chitarrista e cantante Gino Cunico iniziò a suonare giovanissimo. Dopo aver fato parte di un gruppo locale chiamato Executives , nel 1969, appena ventenne, va a cercare fortuna artistica negli States . Nel 1972 insieme all’ex chitarrista degli Executives Ray Burton (l’autore delle celebre I Am Woman per Helen Reddy ) pubblica Strive, Seek, Find a nome di Burton & Cunico.  Un ottimo lavoro di folk e country-rock per la piccola etichetta Family Productions distribuita dalla Paramount . Nel 1974 incontra Clive Davis che gli procura un contratto con la Columbia , ma, quando pochi mesi dopo Davis se ne va per fondare la Arista Records anche l’artista lascia la Columbia senza pubblicare alcun disco. Cosa che invece fece sempre in quell’anno grazie ad Artie Ripp, produttore dell'album  Burton & Cunico divenuto nel frattempo  il  co-fondatore della Kama Sutra.  Cunico debutta con un omonimo album ...