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Bill Withers – ‘Bout Love (1978, Columbia)

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La prima metà degli anni Settanta, dopo lo straordinario esordio di Just As I Am (1971), fu un susseguirsi di gratificazioni professionali ed artistiche per Bill Withers . Da Still Bill (1972) che confermava le sue doti di originale ed atipico soulman con canzoni stampate indelebilmente nel cuore di molti ( Lean On Me, Use Me ) al doppio live alla Carnegie Hall del 1973, dove per la prima volta si esibiva davanti ad un grande pubblico, quindi +'Justments (1974) insieme a José Feliciano . E’ all’apice della carriera. In quel periodo lavora insieme a grossi nomi come James Brown, B.B. King ed Etta James . La sua Let Me In Your Life viene incisa da Aretha Franklyn diventando anche la title track dell’album, Bobby Womack lo chiama per duettare in It’s All Over Now . Nel 1975 cambia casa discografica e passa alla Columbia . I primi due dischi , Making Music e Naked And Warm , sono il volto di un artista libero da scadenze fisse e condizionamenti commerciali che mett...

Frankie Bleu - Who's Fooling Who? (1982, Unicorn Records)

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Verso la fine degli anni ’60 a Seattle si formò una band chiamata Gabriel, che a partire dal 1975,  pubblicò tre interessanti album di country-rock sempre vissuto ai confini con il pop . Nelle loro fila militava Frank Butorac , chitarrista, cantante e autore presente in tutti i lavori. Dopo lo scioglimento del gruppo, avvenuto nel 1978, Butorac sotto il nome di Frankie Blue inizia una carriera solista, dapprima interpretando due bellissimi brani inclusi nella colonna sonora di The Fish That Saved Pittsburgh curata da Thom Bell ( Moses Theme e Is It Love, Must Be Love , un duetto con Loretta Lynn ), quindi con questo Who's Fooling Who? prodotto da Joe Chemay , conosciuto dall’artista sin dai tempi di Seattle , il quale gli procurò un contratto con la Unicorn , casa discografica emergente di cui Chemay ne curava la direzione artistica. Frankie Bleu dimostra di avere le idee chiare, di saper sfruttare bene le proprie capacità in un campo a lui congeniale, quello ...

Otis Redding - The Definitive Soul Collection (2006, Atlantic/Rhino)

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Il 10 dicembre 1967, nello stato del Wisconsin , l’aereo personale di Otis Redding si schiantava sulla superficie ghiacciata del lago Monona uccidendo il più grande soul singer di tutti i tempi insieme a cinque musicisti del suo gruppo accompagnatore The Bar-Kays . Pochi giorni prima della tragedia il Melody Maker lo aveva consacrato come miglior cantante dell’anno spodestando Elvis Presley dal trono dopo otto anni. Figlio di un ministro battista, Redding nasce nel 1941 a Dowson in Georgia , ma la sua giovinezza la passò a Macon , la città degli Allman Brothers Band e soprattutto di Little Richard a cui Otis inizialmente si ispirava. Fu proprio Little Richard che lo convinse a partecipare ad un concorso per cantanti dilettanti dove fu scritturato poi dai Johnny Jenkins & The Pinetoppers con cui registrà con il nome di Otis & The Shooters due pezzi sulla scia dei successi di Richard : She’s Alright e Shout Banalana . Fu ingaggiato subito dalla Atlantic , quin...

George Benson – In You Eyes (1983, Warner Bros.)

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I trascorsi di musicista d’élite sono ormai un ricordo. Il chitarrista di Pittsburgh che con la sua tecnica jazz aveva dato grande apporto alla musica soul è diventato, dopo la cura Quincy Jones di Give Me the Night , un raffinato e vincente cantante pop . A confermare il nuovo status c’era stato il magnifico duetto Love All the Hurt Away insieme ad Aretha Franklin e una raccolta antologica del 1981 dove c’erano due brani da top 5 prodotti per l’occasione da Jay Graydon ( Turn Your Love Around, Never Give Up on a Good Thing ). Cambiata così l’ottica stilistica in questo album si punta sempre di più su due fattori risultati vincenti: la grande produzione ( Arif Mardin ), il livello compositivo delle canzoni ( Barry Mann, Michael Masser, James Newton-Howard, Hamish Stuart ), oltre ovviamente il solito apporto di musicisti speciali, in questo caso: Jeff Porcaro, Steve Gadd, Greg Phillinganes, David Spinozza Richard Tee, Jorge Dalto David Paich, David Sa...

Cars - Heartbeat City (1984, Elektra)

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Grande, morbida manovra dei Cars , band di Boston guidata dal genio introverso di Rick Ocasek , che con questo album riescono a condensare in un solo colpo il pop più tradizionale di Shake It Up , quello più melodico di Panorama , quello più ambizioso di Candy-o , riciclandolo a dovere per una musica altamente sofisticata ed espressiva. Due anni di silenzio, l’organico immutato con Ric Ocasek (voce, chitarra), Greg Hawkes (tastiere), Benjamin Orr (basso, voce), Elliot Easton (chitarra solista) e David Robinson (batteria). Cambia solo il produttore. Al posto di Ray Thomas Baker , artefice fino ad allora dello scintillante sound del gruppo, subentra John Mutt Lange , noto per i suoi lavori con gli AC/DC e Def Leppard, che qui si fa apprezzare per la cura certosina offerta nei particolari. Il disco viene registrato a Londra ed i suoni sono più soft , ma decisi, le chitarre in risalto e le tastiere elettroniche che creano quel caratteristico tappeto tipico del gruppo. Furo...

Aretha Franklyn – Sweet Passion (1977, Atlantic)

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Ad Aretha Franklyn il forzato ritiro per questioni personali all’inizio degli anni Settanta fece perdere un po’ di smalto ed ispirazione che la porterà ad incidere album discontinui, ma sempre di livello superiore. Dotata di un magnetico carisma naturale, Lady Soul riusciva infatti a tingere qualsiasi canzone chiamando la voce da ogni angolo del corpo ed offrire anche con materiale modesto risultati eccelsi. L’anno prima c’era stata la felice collaborazione con Curtis Mayfield in Sparkle , dove Aretha interpretava le composizioni di Mayfield scritte per l’omonimo film . Qui invece troviamo Lamont Dozier in veste di produttore ed autore di tre brani con uno staff di arrangiatori di prim'ordine ( Gene Page, H.B. Barnum, McKinley Jackson ). In Sweet Passion si nota la voglia di comunicare qualcosa di diverso fondendo r &b, jazz  e qualche puntata verso la moda disco di quegli anni. Tendenze ed espressioni sfruttate sempre con grande talento in fase di produzione ( Dozier...

Chaka Khan - C.K. (1988, Warner Bros.)

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Russ Titelman assembla un consorzio di produttori ( David Frank, Prince, Chris Jasper ) con relativa parata di stelle per un gigantesco ed equilibrato crossover a completamento del viaggio di desideri espressivi che Chaka Khan iniziò dieci anni prima. Dal funky tecnologico al jazz , passando per il pop , questo album narra la storia di una voce sempre meravigliosamente  uguale a se stessa eppure ogni volta diversa. Di fatto, nella seconda metà degli anni ’80 c’erano stati molti cambiamenti all’interno della black music . Il New-Jack Swing aveva rimpiazzato il funk per poi essere a sua volta scavalcato dall’ hip hop che ormai dominava tutta la scena. Queste trasformazioni penalizzarono il disco che invece artisticamente rappresenta la sintesi e la summa della sua arte. Chaka Khan è infatti una cantante soul che conosce bene tanto la tecnica quanto la sensibilità del canto jazz  applicata al r&b  e qui lo dimostra appieno con un album soul moderno, ...