Rupert Holmes - Pursuit Of Happiness (1978, Private Stock/MCA)
Si doveva intitolare The Town Square. Un album concettuale tutto imperniato sui ricordi e la nostalgia per la sua città natale dove aveva trascorso l’infanzia. Holmes, figlio di un ufficiale dell’esercito americano nonché direttore d’orchestra e di una cantante inglese, visse i primi sei anni a Northwich nella Contea di Norfolk in Inghilterra per poi trasferirsi a New York. Il disco era stato pensato come una sorta di piccolo mondo antico in musica che però la casa discografica respinse. Alcune canzoni furono eliminate , mentre altre figurano in questo Pursuit of Happiness, ma sono state incluse casualmente nella track-list ( Guitars, The Long Way Home, Town Square, The Old School) facendo perdere il senso unitario e l’atmosfera originaria del lavoro. Comunque, a parte tutto ciò, Rupert Holmes con questo quarto album approda ad una sorta di pop dalle ascendenze raffinate, aristocratiche. L’artista indovina con una ricetta variegata di stili un bersaglio ambito da molti, ponendo soluzioni facili e difficili a stretto contatto, esprimendosi con scioltezza dove altri hanno speso anni di lavoro. Raramente si può assistere ad una così ben allestita fusione di elementi diversi, un po’ di sentimento jazz, il sax di Michael Brecker, le chitarre di Steve Khan ed Elliott Randall, un minimo di revival, un angolo di blues. Un album straordinario, parte attiva di quel pop melodico cui si guardava con diffidenza, ma dal quale giungevano spesso segnali ed indicazioni confortanti (Stephen Bishop, Billy Joel, Barry Manilow). Qui ci sono grandi esempi del suo sofisticato e incredibilmente melodico songwriting. Speechless e Less is More si lasciano ammirare per la loro meravigliosa delicatezza, se ne distinguono i contorni, se ne gusta il garbo gioioso, l’incidere pop convinto. Guitars e The Old School che inizia con una sezione di violoncelli inquietante, sono canzoni dalla profondità melodica avvolgente. Certi spunti di funky-soul moderato in So Beautiful It Hurts con la tromba, magnifica di Randy Brecker e l’hit minore Let's Get Crazy Tonight vengono risolti con eleganza. Un modo di intendere il pop in modo originale e comunicativo come pochi.
Mauro Ronconi
Producer: Rupert Holmes
Musicians: Drums: Alan Schwartzberg, Jimmie Young Guitars: Steve Khan, Elliott Randall Bass: Wilbur Basconb, Will Lee, Joe Mack Keyboards: Carter Cathcart, Pat Rebillot, Rupert Holmes Percussion: Jimmy Maelen Sax: Michael Brecker Horns: Mel Davis, Randy Brecker, Marv Stamm, Peter Gordon Background Vocals: Vivian Cherry, Lani Groves, Hilda Harris, Maeretha Stewart
Tracks: 1. Less is more 2. Show me where it says 3. Speechless 4. Cradle me 5. So beautiful it hurts 6. Let's get crazy tonight 7. Bedside companions 8. Guitars 9. The long way home 10. Town Square 11. The old school
Spoiler :

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