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Carole Bayer Sager - Carole Bayer Sager (1977, Elektra)

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Carole Bayer aveva 19 anni quando insieme a Toni Wine scrisse A Groovy Kind Of Love pubblicato nel 1965 dai Mindbenders di Wayne Fontana . Fu un grande hit che la incoraggiò agli inizi di carriera come autrice ( Monkees , Sandie Shaw , Helen Reddy ). Nel 1970 sposa il produttore discografico Andrew Sager e ne prende il cognome, quindi nel 1973 inizia una prolifica e duratura collaborazione artistica con Melissa Manchester che gli frutterà dei grandi classici tra cui  Midnight Blue  e Come In From The Rain . Sull’onda del successo internazionale che l’artista ebbe co-firmando nel 1976 When I Need You per Leo Sayer e Nobody Does It Better , tema principale di The Spy Who Loved Me il film della serie James Bond   cantato da Carly Simon , l’autrice newyorchese debutta con questo disco prodotto da Brooks Arthur e molto sponsorizzato da Clive Davis . La voce di Carole è esile, a volte incerta, ma assolutamente naturale. Tutto però  passa in secondo...

High Llamas – Hawaii (1996, Alpaca Park)

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Nome plurale che cela l’estro solitario di Sean O’Hagan . In queste canzoni c’è un palpito sottile che cerca ogni più piccola emozione e la anima facendola arrivare in punta di piedi. Musica pop discreta già incontrata nelle armonie in controluce di Brian Wilson e Burt Bacharach . Una suite composta da 29 quadretti  senza una netta demarcazione, un suono puro e smerigliato consacrato allo squisito gusto per la semplice melodia. Un semplicità geniale però. Sean O’Hagan crea dei bozzetti da spalmarsi sulla pelle come una crema idratante che partono da niente e non arrivano a niente, ma lasciano un benessere di felicità evaporata e di malizia leggera. Tanto più grande quanto più si prende cura delle cose piccole ( Nomads , Dressing Up the Old Dakota , Pilgrims) con tanto di banjo, vibrafono, cembalo, campane, archi, ottoni. Mauro Ronconi Personnel: Sean O'Hagan (vocals, guitar, dulci guitar, banjo, upright piano, organ, harpsichord, Moog, Moog organ, harmoniu...

Rupert Holmes - Pursuit Of Happiness (1978, Private Stock/MCA)

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Si doveva intitolare The Town Square . Un album concettuale tutto imperniato sui ricordi e la nostalgia per la sua città natale dove aveva trascorso l’infanzia. Holmes, figlio di un ufficiale dell’esercito americano nonché direttore d’orchestra e di una cantante  inglese, visse i primi sei anni a Northwich nella Contea di Norfolk in Inghilterra per poi trasferirsi  a New York . Il disco era stato pensato come una sorta di piccolo mondo antico in musica che però la casa discografica respinse. Alcune canzoni furono eliminate , mentre  altre figurano in questo Pursuit of Happiness , ma sono state incluse casualmente nella track-list ( Guitars , The Long Way Home , Town Square , The Old School ) facendo perdere il senso unitario e l’atmosfera originaria del lavoro. Comunque, a parte tutto ciò, Rupert Holmes con questo quarto album  approda ad una sorta di pop dalle  ascendenze raffinate, aristocratiche. L’artista indovina con una ricetta variegata di st...

Gallagher & Lyle - Showdown (1978, A&M)

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Bernard Joseph Gallagher e Hamilton Graham Lyle sono due songwriter scozzesi attivi sin dagli inizi  degli anni Sessanta diventando autori a tempo pieno dal 1967 per la Apple dei Beatles. Nel 1970 entrarono a far parte dei McGuinness Flint  che ebbero due buoni hits e purtroppo vita breve. Sciolta la band , nel 1972 Gallagher e Lyle intraprendono  una carriera come duo concretizzata con il debutto omonimo per la Capitol. Passarono altri tre album, ma la coppia non riusciva decollare. Ottimi esecutori, ottimi compositori e intrattenitori, però la loro  formula folk-pop , per quanto gradevole, non riusciva a colpire. La svolta ci su all’indomani di  Breakaway, lavoro del 1976 da cui furono tratti i due singoli di successo  I Wanna Stay with You e Heart on my Sleeve  che raggiunsero la top ten inglese. Da quel fortunato album fu ripresa da Art Garfunkel   la title-track che ne fece un grosso hit negli States e Stay Young ...

Billy Joel – Turnstiles (1976, Columbia)

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Il capolavoro di Billy Joel poco prima del travolgente successo di The Stranger . Se si dovesse stilare una classifica con le migliori dieci canzoni di Joel, almeno la metà sono incluse in questo disco. Un album che respira New York , città natale dove l’artista ritorna dopo quasi quattro anni passati a Los Angeles . Fu inizialmente concepito al Caribou Ranch con la collaborazione della band di Elton John e la supervisione di James William Guercio , ma Joel non fu soddisfatto del lavoro. Così a New York riunì il  gruppo di musicisti di Long Island che lo accompagnavano in tour ( Richie Cannata , Doug Stegmeyer, Liberty DeVitto ) e  autoproducendosi registrò di nuovo i brani per la prima in studio con questo nucleo che lo accompagnerà nella sua carriera per quasi quindici anni. Un album che mostra un Billy Joel decisamente in ascesa, autore pieno di idee e in fase di stimolante ricerca. C’è grande musica e grandi parole, raffinatezza nelle scorribande melodiche, corag...

Stylistics – The Stylistics (1971, Avco Records)

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Dall’unione di due gruppi vocali minori di Philadelphia , The Percussions e The Monarchs , nacquero nel 1970 gli Stylistics , quintetto formato da Russell Thompkins, Jr., Herbie Murrell, Airrion Love, James Smith e James Dunn. Scoperti da Bill Perry entrarono subito in classifica con You're A Big Girl Now , un pezzo scritto dal road manager Marty Bryant e Robert Douglas pubblicato per la Avco. A loro si interessò il produttore Thom Bell, il quale aveva centrato una serie di hits con i Delfonics . Bell rimase colpito dal timbro vocale molto particolare di Russell Thompkins, un falsetto incredibile, nasale e tenorile e accettò di produrre il gruppo a condizione che avesse avuto carta bianca nel controllo artistico totale degli Stylistics . I prototipi erano oltre ai Delfonics di Philadeplhia   anche i Dells di Chicago , i due gruppi  melodici più in voga alla fine degli anni Sessanta. Questo debutto è tutto concentrato attorno la voce di Thompkins , quasi fosse ...

Daryl Hall & John Oates- War Babies (1974, Atlantic)

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Grande disco di frontiera tra pop e r&b   dove c’è la sensazione di ascoltare i titolari nel ruolo di bravi epigoni e il produttore in quello di un caposcuola. In effetti, anche se i brani sono stati scritti da  Hall e Oates , l’inconfondibile produzione di Todd Rundgren fa si che  War Babies  sembri più un disco a suo nome in cui il duo ne è l’interprete. Rundgren diede un’impronta molto personale ai brani e di conseguenza ci fu un cambiamento notevole nel sound di Hall & Oates tanto da suonare come un disco degli Utopia . La Atlantic per questo si sentì tradita e rescisse il contratto. War Babies  comunque è un grande lavoro di rock’n’soul urbano decadente,  distante dal philly soul vellutato del precedente Abandoned Launcheonette  (1973). E’ l’anello mancante di quella ideale catena di un infinito armonico tra musica rock e r&b e di tutti quegli attributi esteriori che fanno del pop un’arte più feconda e completa di molt...