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Supremes - I Hear A Symphony (1966, Motown)

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Insieme ai Four Tops, il gruppo di maggior successo commerciale della Tamla Motown anni Sessanta. Diana Ross U(voce solista), Florence Ballard (soprano) e Mary Wilson (mezzo-sopramo) erano le “ Primettes “, trio vocale femminile che facevano da spalla nei club di Detroit ai “ Primes “ di Eddie Kendricks e Paul Williams , gruppo che in seguito si consacrerà alla storia con il nome “ Temptations “. Quando le scoprì Berry Gordy che gli diede il nome di “ Supremes “, erano appena quindicenni e dovettero aspettare fino al 1960 per aver il primo contatto artistico. Al nucleo originario si unirà tra per due anni anche Barbara Martin. Il loro primo singolo di rilievo fu “ Your Heart belongs To Me “ del 1962 . Il momento magico delle Supremes va dal 1964 al 1969 con una serie impressionante di singoli epocali scritti di getto dalla triade Holland-Dozier-Holland , registrate con una metodologia di lavoro da catena di montaggio, ma dal risultato finale sublime. “ I Hear A Symphony “ è un gran...

Wet Wet Wet - End of Part One: Their Greatest Hits (1994, Phonogram)

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Dal pop adolescenziale degli esordi al moderno soul di “ High on the Happy Side “ fino al loro più grande l’hit “ Love Is All Around “. I Wets sono la faccia pulita del “ blue eyed soul “, quella che vuole la nostalgia degli anni Settanta campeggiare con melodie uscite dai vecchi album di Al Green e i tempi del soul bianco che fanno a gara con Hall & Oates e Robert Palmer. Immersa nelle nebbie della vecchia Scozia, questa band, capitanata da Marti Pellow, è riuscita a perfezionare nel tempo un sound sempre più ricco e contaminato fino a giungere alla completa maturazione. Passati al vaglio di diverse correzioni, i Wets rischiarono di naufragare nelle secche di un anonimato per un equivoco di fondo che li aveva relegati ai soliti gruppi new vawe con velleità più estetiche che artistiche. Tutti i problemi di identità di cui erano afflitti agli esordi, derivavano da quel look “ brillantina “ offuscavano le effettive doti musicali. In questo contesto di malintesi ed errori, i ...

Carpenters – A Song For You (1972, A&M )

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Originari di New Haven (Connecticut), i fratelli Richard e Karen Carpenter raggiunsero il primo hit nel 1969 con una cover di Ticket To Ride dei Beatles bissata nel 1970 con l’hit da un milione di copie Close To You di Bacharach-David che li portò in classifica anche in Inghilterra. Da quel momento i Carpenters divennero una macchina inarrestabile per tutti gli anni Settanta producendo dieci singoli da un milione di copie e una serie di dischi tra i più venduti di tutti i tempi. Questo album è il loro migliore in assoluto. La prima parte è una delle sequenze più belle mai realizzate del pop adulto. Cinque canzoni dedicate alle varie fasi di un rapporto sentimentale, dal primo innamoramento alla separazione a cominciare da A Song For You, un brano di Leon Russell diventato poi un classico della musica internazionale e qui proposta in una bellissima ed inquietante versione. Si prosegue con la gioiosa Top of the World di Richard e John Bettis che avrà un grande successo nell’interpr...

Steve Eaton - Steve Eaton (1979, Mountain Bluebird)

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Nativo dell’Idaho, il songwriter Steve Eaton è stato il fondatore dei Fat Chance, un gruppo di rock acustico di cui faceva parte anche Bill LaBounty e che pubblicò un solo omonimo disco nel 1972 per la RCA. Nel 1974 realizzò “ Hey Mr. Dreamer “, un delizioso album folk-pop che conteneva la versione originale di "All You Get Love Is A Love Song " , canzone portata poi al successo dai Carpenters e ripresa anche da Captain & Tenille e i Righteous Brothers. Nonostante la buona accoglienza della critica, il disco passò inosservato e l’artista si dedicò all’attività concertistica , scrivendo anche canzoni per Art Garfunkel, Anne Murray e Lee Greenwood. Dopo cinque anni tornò a suo nome con questo magnifico album pop ricco di sofisticate citazioni folk, soul e jazz pubblicato dalla piccola etichetta Mountain Bluebird. Siamo molto vicini all’essenza A.O.R. più raffinata , di quella esposizione melodico-strumentale proposta dai migliori songwriters presenti nel grande giro calif...

Johnny Mathis – A Special Part Of Me (1984, Columbia)

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John Royce Mathis è uno dei più famosi cantanti di tutti i tempi, lo chiamavano il Frank Sinatra nero. Una carriera iniziata negli anni Cinquanta e una scena dominata per tutti gli anni Sessanta e Settanta con le sue canzoni di standard pop e jazz  che vendettero milioni di dischi. Anche se la sua voce ha poca attitudine all’improvvisazione, Mathis è un cantante che regala emozioni a non finire a chi l’ascolta con il suo timbro profondo e grande estensione. Da quando nel 1982 l’artista rilasciò un’intervista a “ Us Magazine “ dichiarando la sua omosessualità ( in parte ritrattata ), la carriera purtroppo subì un veloce declino commerciale, nonostante quasi tutti i suoi dischi realizzatio fino ad oggi siano di media superiore. Questo “ A Special Part Of Me ” fu realizzato con la produzione di Denny Diante , personaggio che da anni ha un posto al sole negli ambienti della musica pop. Un album di grande pop-soul dove ci sono le migliori orchestrazioni che un artista possa ...

Beach Boys - Smile (Millenium Edition) (1967, Capitol)

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In America un solo gruppo poteva competere con i Beatles in quanto a popolarità e sostanza pop, ed erano i Beach Boys. “ Pet Sounds “ era costato cinque  lunghi mesi di lavoro e il seguito  doveva essere un disco all'altezza per innovazioni e sperimentazioni armoniche. Brian Wilson mise tutto se stesso in questo “ Smile “, progetto tenuto nel cuore scritto con il giovane autore Van Dyke Parks, un talento “ visionario “ che stava lavorando con i Byrds , ed escluse a sorpresa Tony Asher collaboratore importantissimo proprio per il suono di “ Pets Sound “. Wilson ormai non seguiva più  la band in tournèe da quasi due anni, concentrato esclusivamente su composizione e produzione, ma anche ad alcuni suoi problemi di ordine psichico e fisico. Viveva come un recluso nella sala da pranzo trasformata in studio di registrazione. Passava giornate a letto, soffriva di manie di persecuzione e stava diventando schizoide e paranoico. Il suo psichiatra gli " prescrisse " di...

Blue Nile – Hats (1989, Virgin)

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Il leggendario trio di Glasgow formato dal leader-autore Paul Buchanan, Robert Bell e Paul Joseph Moore ha pubblicato dischi col contagocce, ma tutti di livello superiore. Il gruppo registrò il primo disco in un piccolo studio alla periferia di Edimburgo senza grandi aspettative, ma con molta passione. Per puro caso, la compagnia “ Linn Products “ venne in possesso dei nastri e li volle testare per un nuovo impianto di registrazione. I dirigenti rimasero così entusiasti di quel materiale che decisero di pubblicarlo. La distribuzione della Virgin fece il resto: i Blue Nile diventarono un piccola leggenda sotterranea apprezzata subito anche da Peter Gabriel. La nobile semplicità, le stesse geometriche trasparenze del precedente “ A Walk Across The Rooftops “vengono replicate e raffinate con questo secondo atto creativo fatto dalle “ solite “ sette canzoni accuratamente selezionate. “ Hats “ è pura magia sonora, lavoro di una bellezza intima, tenera. Disegni sonori che evocano dimension...