Post

Ronald Isley / Burt Bacharach - Here I Am - Isley Meets Bacharach (2003, Dreamworks)

Immagine
Un grande album prodotto, arrangiato , diretto da Bacharach e interpretato dal leggendario Ronald Isley. Due giganti capaci di far combaciare complessità e naturalezza. Isley, voce spettacolare, non si limita a riprendere didatticamente il repertorio – già fatto da troppi – ha grande cuore e immensa anima soul per eludere la trappola. Ma il merito di questo incontro risiede nella lettura (Isley) e rilettura (Bacharach) che hanno fatto in chiave moderna di quella fusione magica del patrimonio musicale che negli ultimi anni è stato sempre più ricordato e rivalutato. L’etica di questo disco è ancorata all’amore per la canzone. Isley e Bacharach scivolano via come se fossero sulle montagne russe in un parco giochi chiamato “ Alfie “, “ Make It Easy On Yourself “, “ A House Is Not A Home “, “ Close To You “, “ Here I Am “, tutte canzoni trasformate in memorabili brani d’atmosfera molto smooth. La melodia si scioglie, morbida, carica di altri mille significati che non si conoscevano, en...

Rick Bowles - Free for the Evening (1982, Polydor )

Immagine
Richard Morgan Bowles Jr. è un chitarrista e songwriter del North Carolina che non ha mai assaporato il gusto della notorietà sebbene quest’esordio celava gioielli estremamente competitivi di A.O.R. Westcoast. Anche se la produzione è di Ted Daryll (Billy Vera & Judy Clay, Jay And The Americans), il vero responsabile dell’intera parte musicale è Robert Byrne che, oltre essere impegnato come sessionmen cura tutte le armonie vocali insieme a Bowles . Ne risulta un disco godibile con le sue eleganti otto canzoni che cercano di ravvivare il vocabolario banale del pop da F.M. giustapponendo gli elementi consolidati dell’ A.O.R. come il soul e il rock. Ci sono almeno quattro grandi canzoni: l’up-tempo Too Good To Turn Back Now che parte bene e finisce meglio, Your Loss , contributo importante alla scienza dell’anti-banalità con focalizzazioni armoniche alla Donald Fagen e due ballate di grande sensibilità melodica come (Tonight I’ll Be Your) Fool Again e So Far So Good . Mauro...

Ray Kennedy – Ray Kennedy (1980, Columbia)

Immagine
Talento precoce, Raymond Louis Kennedy iniziò la sua carriera ufficiale nel 1963 quando con Jon Misland formò a New York un duo chiamato Jon And Ray che Ahmet Ertegun scritturò nelle fila della Atlantic. Il loro disco in stile blue eyed soul fu prodotto dai grandi Arif Mardin , Phil Spector e Jeff Barry, e resta a tutt’oggi un cimelio inedito di quei tempi. Kennedy ci riprovò nel 1968 i Group Therapy con cui pubblicò un buon album di rock psichedelico per la RCA. L’anno dopo , lasciò il gruppo e si trasferì a Los Angeles dove cominciò a lavorare per il suo primo omonimo disco solista e collaborare con l’ex Traffic Dave Mason, Jeff Beck e Brian Wilson con il quale scrisse la famosa “ Sail On Sailor “ inserita nell’album “ Holland “ dei Beach Boys del 1973. Verso la metà degli anni Settanta, il musicista fondò i KGB, un supergruppo che prese l’acronimo dai componenti Ray Kennedy, Barry Goldberg e Michael Bloomfield e autore di due ottimi esempi di blues-rock. Terminata anche questa es...

Kane Gang - Miracle (1987, Kitchenware Records.)

Immagine
Tre ragazzi inglesi di Newcastle che crescono con una dieta intensa di Steely Dan e Temptations e sognano di sfidare i neri sul loro terreno. Martin Brammer e Paul Woods curano le voci, le programmazioni della batteria elettronica e le tastiere, mentre David Brewis è un poli-strumentista, virtuoso del basso e della chitarra. Il primo tentativo risale al 1985 con Respect Yourself  una cover degli Staples Singers che entrò nelle charts britanniche. Subito dopo la loro storia storia d’amore con il pop-soul viene suggellata da The Bad And Lowdown World Of Kane Gang , album che mostra una dimestichezza speciale e coscienza stilistica verso Fagen e compagnia dal quale furono estratte due gemme come l’hit Closest Thing To Heaven e la bluesistica Take This Train , quest’ultima con la produzione di Robin Millar. Prodotto da Pete Wingfield che li scoprì nel disco di debutto , questo album è un segno tangibile della loro sostanza artistica. Grandi piste ritmiche e voci incrociate ne...

Rupert Holmes - Adventure (1980, MCA)

Immagine
Produttore, arrangiatore, cantante, direttore di una sua etichetta musicale, scrittore, Rupert Holmes è un perfetto self made man. Con questo “ Adventure “ erano sei gli album alle spalle, intervallati da una brillante carriera di produttore . Il successo del precedente “ Partners In Crime “ con l’hit “ Escape (The Pina Colada Song) “ diede sostegno all’autore in quel tentativo di disincagliare , con la sua musica, la pochezza del pop mainstrean (ovvero il pop qualsiasi) dalle sue secche espressive , dalle sue melodie troppo insistite. Holmes, infatti, è un narratore straordinario che può esulare anche dal bisogno di perfezione stilistica. Certe trovate armoniche, certi respiri nelle code dei suoi brani sono effetti calzanti e complessi che non hanno bisogno di essere manipolati. “ Adventure “ e’ un disco curato, piacevole : assolo stringati, melodie convincenti cantate con voce morbida ricco di ballate in chiave decisamente evocativa e passionale. Da non perdere le atmosfere ra...

10cc –The Original Soundtrack (1975, Mercury)

Immagine
La grande ricetta dei 10cc. fu quella di prendere dal rock degli anni Sessanta e dal pop dei Settanta tutto quello che c’era di buono e scartare la contraffazione, la mistificazione, la fesseria. Alla fine restò qualcosa di veramente grande, di assoluto : virtuosismo da laboratorio, cori alla Beach Boys, divagazioni parodiche, melodie mondane , fierezze post Beatles, trovate ed arguzie vocali infinite. Un mix che afferrava le canzoni , le animava, le abitava, le viveva e non le lasciava più. Graham Gouldman, Eric Stewart, Kevin Godley e Lol Crème con questo disco continuarono imperterriti a rifiutare la piattezza e la superficialità di certa produzione pop contemporanea, realizzando canzoni bellissime, trattate come fossero avventure pronte ad ogni cambiamento. La formula adottata con “ Sheet Music “ si fa ancor più raffinata. Il quartetto di Manchester punta sulla dinamica contrapposizione delle voci, giocano sugli effetti sonori, ricordano in questo gli Sparks, ma sono più ameri...

Phoebe Snow – Second Childhood (1976, Columbia)

Immagine
Newyorchese, musicista autodidatta, di origine ebrea, Phoebe Laub è cresciuta in provincia ( Tenneck ). Pigra, taciturna, prima di incidere questo disco per la Columbia, aveva all’attivo un esordio omonimo per la piccola etichetta Shelter. Un disco registrato in meno di due settimane con l’aiuto del sassofonista Zoot Sims, Bob James, David Mason, Teddy Wilson e David Bromberg che conteneva l’hit “ Poetry Man “, ma soprattutto “ Harpo Blues “, stupenda canzone dedicata al suo amore giovanile e talent scout Charlie ( morto per overdose di tranquillanti ) che l’ha fece conoscere nel giro musicale. Questo secondo capitolo viene subito dopo la partecipazione dell’artista ad un tour con Paul Simon e il duetto con lui in “ Gone At Last “. Un disco prodotto da Phil Ramone decisamente più maturo e completo del precedente con canzoni di rara poesia d’impostazione jazz-folk cantate con registro baritonale e con un vibrato sublime ricco di sfumature in ogni singola nota. Dalla gustosa inclinazi...