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Temptations – All Directions (1972, Motown)

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Uno dei nomi più longevi della musica , gruppo vocale protagonista della nascita e rinascita della musica soul. Nella loro storia i Temptations hanno spesso cambiato formazione perdendo lungo il cammino elementi di forza come Eddie Kendicks e David Ruffin che li lasciò nel 1968. E fu proprio dopo l’uscita di Ruffin che i Temptations si spostarono verso soluzioni nuove, lasciando da parte il r&b più classico a favore di sonorità più funky , psichedeliche e per certi versi più vicine al rock. La formazione di “ All Directions “ vedeva un quintetto con le voci di Otis Williams, Melvin Franklyn, Damon Harris subentrato al posto di Kendricks , Dennis Edwards e Richard Street che prende il posto di Paul Williams ( morirà all’epoca di pubblicazione di questo album ). La produzione di Norman Whitfield si mantenere sui territori dei precedenti “ Psychedelic Shack “ , “ Sky's the Limit ” e “ Solid Rock “. Ci sono delle belle cover in questo disco con interpretazioni istintive ed app...

Daryl Hall & John Oates - Daryl Hall & John Oates (1975, RCA)

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Il r&b , la musica nera in generale sono amori che non si dimenticano facilmente quando si inizia a fare musica in un città come Philadelphia . Il primo incontro tra Daryl Hall e John Oates risale alla fine degli anni Sessanta quando i due si incontrarono in un locale di Philadelphia (Adelphi Ballroom) per un concerto dei Five Starirsteps. Da lì in avanti iniziarono a scrivere canzoni insieme diventando in seguito una delle coppie più durature del panorama musicale. I loro dischi, tutti molto curati, sono stati sempre al passo con l’evoluzione del pop-soul, anticipando, a volte, le svolte di esso verificatesi specialmente dopo la metà degli anni Settanta. Con questo primo lavoro per la RCA, dopo i tre dischi per l’Atlantic , entrano di diritto nella schiera dei soul man bianchi più prestigiosi. La mano decisiva per la riuscita del lavoro fu data dalla produzione molto “ soulful ” ed accattivante di Christopher Bond con cui avevano già lavorato sotto la guida di Arif Mardi...

Paul Simon – Graceland ( 1986, Warner Bros. )

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Musica per l’umanità. “ Graceland “ non è un disco etnico, né un approccio colto per ricreare in modo occidentale un sound estraneo, ma è semplicemente un mix di musica africana e americana. Paul Simon ha sempre avuto un interesse particolare per brani provenienti da culture diverse, basti pensare all’eco andina di “ El Condor Pasa “, il reggae di “ Mother And Child Reunion “, al gospel di “ Loves Me Like A Rock “. Canzoni che hanno ampliato gli orizzonti pop senza snaturare la sostanza di queste canzoni. Tutto ebbe inizio nell’estate del 1984 quando un suo amico gli fece ascoltare un nastro intitolato “ Accordion Jive Hits Vol 2 “, una compilation anonima dove c’era una musica strumentale con molta batteria, fisarmonica e chitarre primitive ma in un certo senso familiari che ricordavano il blues di gente come Mississipi John Hurt e il rockn’n’roll anni Cinquanta. Per tutta l’estate non ascoltò nient’altro pensando a delle melodie da poter sviluppare sopra quelle musiche dai ritm...

Barbra Streisand – Stoney End (1971, Columbia)

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La Streisand rappresenta al meglio la generazione di interpreti americani post-Sinatra, capii subito l’importanza del cinema e quella di fare una musica dal più ampio spettro possibile. “ Stoney End “ è un disco pop proiettato verso il futuro, al tempo stesso popolare e moderno, raffinatissimo e a larga comunicazione. Una sorta di monumento ai più importanti autori del momento, gente che ha profuso , a quel tempo, dei tesori di intelligenza melodica come Randy Newman, Joni Mitchell, Laura Nyro, Barry Mann, Gordon Lighfoot, Carole King , Harry Nilsson. Prodotto da Richard Perry, “ Stoney End “ costituisce senz’altro una delle migliori incisioni in assoluto dell’intera carriera di Barbra Streisand, la quale si mostra nella piena padronanza dei suoi mezzi espressivi, sostenuta dagli arrangiamenti incisivi di Gene Page , Claus Ogerman , le perfomance di gente illustre come Larry Carlton, Milt Holland, Larry Knetchel, le voci di Merry Clayton, Eddie Kendricks. Tra le canzoni, tutte inter...

B.B. King – Lucille (1968, MCA )

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“ Lucille ” è il nome di una chitarra “ parlante “ diventata leggendaria. Originariamente era una Gibson semi acustica che il suo possessore , rischiando la vita, recuperò miracolosamente tra le fiamme divampate in una remota sala da ballo a Twist nell’Arkansas dove teneva un concerto. Quando il musicista venne a sapere che la causa dell’incendio fu una lite tra due uomini per una donna di nome “ Lucille “ , decise di battezzare lo strumento con quel nome. Era il 1949 e da allora tutte le chitarre usate dal bluesman furono chiamate “ Lucille “. Attraverso questo strumento, egli cominciò a dare lezioni di blues al mondo e  a generazioni di rockers bianchi che ne studiavano a memoria ogni nota. Un una chitarra “ discorsiva “ , sempre pronta negli assolo , geniale nelle sfaccettature , disponibile al “ mood “. Il musicista coltivò con essa uno stile inconfondibile e semplificato al massimo, godibile all’ascolto più di qualsiasi altro bluesman. Erano idee musicali chiare che si river...

Laura Nyro – Nested ( 1978, Columbia )

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Laura Nyro è artista unica, capace di silenzi disinvolti e affabili conversazioni. Una delle poche ladies singer che ha saputo conservare intatta in tutti i suoi dischi freschezza ed originalità. La sua voce, le sue canzoni posseggono un sapore raro, sono come strumenti del cuore che non concedono niente ai compromessi. Per questo ancora oggi occupa un posto unico nella storia del pop americano a fianco di Carole King e Burt Bacharach, maestri che hanno insegnato molto a tanti moderni cantautori. Nested  arriva in periodo magico per una donna, quello della maternità. Tema che emerge dirompente in questo disco che parla coi colori dell’arcobaleno raccontandoci le sue storie di donna, le sue sensazioni, l’amore per le cose viste nel loro farsi , in un atmosfera casalinga e rilassata della sua nuova casa di Danbury, nel Connecticut, dove sono state concepite ed incise queste canzoni , lontano dal frastuono di New York. Strumentalmente più ricco del precedente Smile , il lavoro ris...

Dionne Warwick – Friends In Love (1982, Arista)

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Leggendaria diva pop-soul, gioiello di Burt Bacharach, amatissima vocalist dal repertorio immenso, Dionne Warwick approda con questo disco alla corte di Jay Graydon, impegnato al tempo nel rivitalizzare il pop bianco applicandogli matrici ritmiche nere. Friends In Love  è un collage super lusso di canzoni formidabili. Dionne è una voce non necessariamente identificabile col colore della sua pelle, ma una straordinaria interprete a suo agio con ogni tipo di repertorio e qui lo conferma ancora una volta affrontando temi soul come Can’t Hide Love   di Skip Scarborough,  With A Touch  di Stevie Wonder e   Betcha By Golly Wow  di Thom Bell, momenti di puro pop melodico come A Love So Right , Never Gonna Let You Go  e i duetti immensi con Johnny Mathis in Friends In Love  e Got You Where I Want You . Quando poi Graydon piazza tre episodi di A.O.R. come For You , More Than Fascination  e  What Is This   la sua carismatica voce dalla timb...